• It_sel
  • En

Faenza (Fênza in romagnolo) è un comune di 55.708 abitanti della provincia di Ravenna. Posta sulla via Emilia fra Imola e Forlì, praticamente al centro della Romagna, si trova ai piedi delle prime colline preappenniniche. È sede vescovile della diocesi di Faenza-Modigliana ed è storicamente nota per la produzione ceramica.

Le origini della città si perdono nella mitologia. Pare, infatti che i coloni attici che, risalendo l'Adriatico, fondarono Ravenna, si fossero spinti nell'entroterra fondando l'insediamento di Foentia. La città crebbe come centro commerciale sotto etruschi e celti grazie alla posizione favorevole offertale dal incrcio fra il fiume Lamone, la via salaria che attraverso gli appennini portava il sale in etruria e campania e la strada che poi i romani avrebbero lastricato e chiamato Aemilia. In seguito alla conquista romana nel II secolo a.C. fu colonia d'insediamento (Faventia) e si sviluppò grazie alla produzione agricola, tessile e ceramica. Qui, nel 82 a.C. il sillano Quinto Cecilio Metello Pio sconfisse l'esercito del populares Gneo Papirio Carbone, durante le guerre civili della tarda repubblica romana. Decaduta a partire dal II secolo d.C., è ricordata dalle cronache per la battaglia combattutasi nel 542, nella quale Totila e l'esercito ostrogoto, sconfissero i Bizantini. Al VII secolo risale la prima cinta muraria, costruita per difendere la città dai Longobardi.

Fu nuovamente prospera a partire dall'VIII secolo. Dominata in epoca alto-medioevale dai vescovi, divenne nel XII secolo libero comune. Faenza fu famosa per la sua propensione alle guerre e fu perciò coinvolta nei principali avvenimenti anche a livello nazionale. Inizialmente fedelissima all'imperatore, e questo trova conferma anche dalla visita di Federico Barbarossa che qui si fermò per diverso tempo con tutta la sua corte, aderì in seguito alla Lega Lombarda (1178). Nel periodo guelfo fu spesso in contrasto con la ghibellina Forlì. Nel 1241 fu assediata e presa dall'imperatore Federico II, con l'aiuto dei forlivesi e di Teobaldo Ordelaffi. In seguito passò sotto il potere di Maghinardo Pagani, signore di Palazzuolo, che approfittò della divisione fra guelfi e ghibellini. Maghinardo ebbe un ruolo molto importante nella storia della città e si dimostrò un ottimo politico ed un astuto stratega.

Questa peculiarità guerresca di Faenza, comune a quasi tutte le città romagnole dell'epoca, accompagna la città in diverse menzioni nella Divina commedia. Faentino è, in particolare, Frate Alberigo dei Manfredi, collocato nella terza zona dell'ultimo cerchio dell'inferno, quello i traditori degli ospiti, al canto XXX, ed è l'ultimo peccatore (quindi il peggiore) a dialogare con Dante. L'onore della città è riscattato, fortunatamente, al XXI canto del Paradiso dove compare San Pier Damiani.

Raggiunse la massima fioritura sotto la signoria dei Manfredi (dal 1313, e in particolare di Carlo II Manfredi, sotto il quale venne rinnovato il centro urbano con la costruzione della cattedrale e del palazzo del popolo. In epoca rinascimentale divenne celebre per la produzione di oggetti in ceramica, esportati in tutta Europa. Per questo motivo il toponimo stesso è diventato sinonimo di maiolica in molte lingue, tra cui il francese (faïance) e l'inglese (faience).

Nel 1500 la città fu assediata dalle truppe mercenarie di Cesare Borgia, alle quali resistette per 6 mesi guidata dal sedicenne Astorgio Manfredi, poi catturato a tradimento e imprigionato a Roma dal Valentino. Pochi anni dopo il corpo del giovane signore fu ritrovato nelle acque del Tevere.

Crollato il fragile regno del Borgia, con la morte del padre papa Alessandro VI fu brevemente occupata dai veneziani (1509/1510) ed entrò quindi a far parte dello Stato della Chiesa. Durante il governo di Guicciardini della Romagna pontificia, gode di particolare favore, tanto che lo storico vi soggiorno per quasi tutto il 1525. E' in questa fase che Faenza attrae tanti perseguitati religiosi dell'Europa del nord e dell'est tanto da essere definita città protestante.

La Chiesa non tardò a prendere le necessarie contromisure. Infatti dopo il concilio di Trento, è sede del Tribunale della Santa Inquisizione per la Romagna, che porta via dalla città gli immigrati e gli artisti stranieri immigrati negli anni precedenti.

Nel 1608, la città diede i natali al noto fisico e matematico Evangelista Torricelli discepolo di Galileo e inventore del barometro.

Nella seconda metà del XVIII secolo Faenza divenne un'importante centro del neoclassicismo italiano. Nel 1797 vicino Faenza, sul Senio, si combatté la battaglia decisiva (ma dall'esito scontato) fra le milizie pontificie e l'esercito di Napoleone. Abbiamo un piacevole resoconto della battaglia nelle memorie di Monaldo Leopardi, il padre di Giacomo:

 « "Tutte le milizie pontificie ascendevano a circa diecimila uomini - racconta Leopardi senior -, e un quarto di questa gente si era adunata a poco a poco in Faenza. Imola, perché troppo vicina a Bologna, erasi abbandonata, e la resistenza doveva farsi sul fiume [Senio] che corre fra le due città suddette. (...) Il giorno 2 di febbraio del 1797, alla mattina, i Francesi attaccarono, forti di circa diecimila uomini. I cannoni del ponte spararono, e qualche Francese morì. Ben presto però l'inimico si accinse a guadare il fiume; e vistosi dai popolani che i Francesi non temevano di bagnarsi i piedi: "Addio", si gridò nel campo. "Si salvi chi può" e tutti fuggirono per duecento miglia, né si fermarono sino a Fuligno. Non esagero, ma racconto nudamente quei fatti che accaddero in tempo mio, e dei quali vidi alcuna parte. Un tal Bianchi, maggiore di artiglieria, venne imputato di avere caricati i cannoni con li fagiuoli. Ho letto la sua difesa stampata, e sembra scolpato bastantemente; ma il fatto dei fagiuoli fu vero, e questa mitraglia figurò nella guerra fra il Papa e la Francia" »
 (Monaldo Leopardi, "Autobiografie",1833)

Sotto l'occupazione napoleonica Faenza fu sede tra il 1803 e il 1815 dell'unico liceo del dipartimento del Rubicone, che comprendeva l'intera Romagna, grazie all'impegno dell'intellettuale faentino Dionigi Strocchi (che diresse dal 1806 al 1809) e dell'amico Vincenzo Monti.

Nel 1891 è nato a Faenza Pietro Nenni, leader storico del socialismo italiano, considerato tra i padri della repubblica.

Il punto di maggior splendore della Faenza post unitaria fu raggiunto nel 1908 con l'Esposizione Torricelliana, una manifestazione imponente che fu visitata ed inaugurata dal re in persona portando Faenza alla ribalta nazionale. L'esposizione raccoglieva nelle sale dell'ex convento di San Maglorio i prodotti ceramici contemporanei (provenienti da tutta Europa). Insieme ad esse sono stati esposti tanti esemplari prodotti da antiche fornaci italiane. Conclusasi l'Esposizione grazie ai doni degli espositori nacque il Museo che è oggi famoso in tutto il mondo, con tanti visitatori e uno dei vanti della città.

Faenza è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione ed è stata insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Nella lotta partigiana si distinse particolarmente Benigno Zaccagnini, leader storico della Democrazia Cristiana (dal 1975 al 1980).


Il Museo Internazionale delle Ceramiche, fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, è diventato un importante centro culturale di ricerca e di documentazione per la ceramica di tutto il mondo e può proporre al pubblico un'ampia campionatura di quanto è stato prodotto dall'antichità classica fino ai giorni nostri. Il Museo è attualmente interessato da un ampio processo di trasformazione che, grazie all'aumento degli spazi espositivi, permetterà (ed in parte ciò è già visibile) una più razionale e comprensibile presentazione delle opere al pubblico.

Il percorso prende avvio con le ceramiche precolombiane, proposte con il supporto di una raffinata didattica, cui seguono quelle dell'antichità classica dalla preistoria all'epoca romana - e quindi i manufatti provenienti dall'Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea) e dal Medio Oriente. Al piano superiore del vecchio quadrilatero è presentata l'evoluzione delle ceramiche di Faenza dal Basso Medioevo al Rinascimento, che può essere messa a confronto con la produzione del Rinascimento italiano, ripartita per le varie regioni. Una sezione illustra i successivi sviluppi della ceramica italiana dal Seicento all'Ottocento, dove è possibile ammirare le settecentesche ceramiche faentine della manifattura dei Conti Ferniani, mentre nella Sala Europa si può ammirare una selezione dei prodotti delle principali manifatture europee. Di notevole interesse è il presepe Zucchini, esposto in una sala apposita, raro esempio di presepe monumentale faentino ottocentesco realizzato per la famiglia dei Conti Zucchini dallo scenografo Romolo Liverani. Il Museo non si rivolge solo alle ceramiche del passato, ma è attento a quanto ancora oggi si produce nel settore. Ecco allora i vasti spazi dedicati al contemporaneo che prende le mosse dalle opere dei Premi Faenza, un concorso internazionale che si celebra dal 1938. La sezione accoglie, oltre ad una selezione di designers, anche capolavori di artisti universalmente riconosciuti come Picasso, Matisse, Rounault, Léger, Chagall, Leoncillo, Fontana, Burri, Martini, Melotti, Nespolo, Baj, Arman, Matta. Infine, nella nuova sala conferenze, il visitatore può accedere a una multivisione sulla genesi del Museo.

La Fontana monumentale del XVII sec.I maggiori monumenti della città sono raccolti nelle due piazze contigue cittadine, sistemate a partire dal 1313: "Piazza del Popolo" e "Piazza della Libertà". La prima accoglie gli edifici medioevali del "Palazzo del Podestà" e del "Palazzo del Municipio", mentre nella seconda sorge la cattedrale, di fronte ad essa il loggiato del "Portico degli Orefici", e a lato una fontana monumentale, con sculture in bronzo del XVII secolo.

All'ingresso della Piazza del Popolo sorge la Torre dell'Orologio, fedele ricostruzione post-bellica della torre seicentesca posta nell'incrocio tra il cardo e il decumano della Faventia romana.

La cattedrale di san Terenzio, espressione dell'architettura rinascimentale in Romagna, è di influenza toscana. La sua costruzione, su progetto di Giuliano da Maiano, fu iniziata nel 1474, e non si concluse prima del 1515; la consacrazione al culto di San Pietro apostolo avvenna nel 1581. Il paramento marmoreo della facciata è rimasto incompiuto e rimane a vista la tessitura con mattoni sporgenti della muratura. L'interno, a tre navate, custodisce opere d'arte del periodo rinascimentale, soprattutto sculture, tra cui:

l'arca di San Terenzio, del 1462, opera di un maestro toscano;
l'arca di di Sant'Emiliano, della seconda metà del Quattrocento (alcuni rilievi marmorei sono oggi al Museo Jacquemart-André di Parigi;
l'arca di San Savino, compiuta nel 1468, forse scolpita a Firenze da Benedetto da Maiano;
la cappella della Beata Vergine delle Grazie, eretta a santuario diocesano, che custodisce un affresco staccato del 1412; l'affresco raffigura Maria nell'atto di spezzare delle frecce, simbolo dei pericoli da cui lei offre protezione.

La Pinacoteca ha origine nel 1797, quando l'amministrazione comunale acquistò un'importante collezione di stampe, disegni, gessi e dipinti dall'artista Giuseppe Zauli, cui ben presto si aggiungesero altre opere d'arte, provenienti dai conventi e dalle chiese soppressi in forza delle leggi napoleoniche. Essa venne aperta al pubblico nel 1879, nell'ex convento dei Gesuiti, ora chiamato Palazzo degli Studi. Da allora, e fino ai nostri giorni, il patrimonio artistico è stato notevolmente aumentato da ricche donazioni di privati, da depositi di Enti pubblici, dai reperti archeologici emersi a seguito delle attività edilizie.

Altri musei sono il Museo civico di Scienze naturali di Faenza e il Museo dell'età neoclassica. Il "Museo Carlo Zauli", fondato dopo la sua morte nel 2002 nel laboratorio dell'artista, scultore e ceramista, raccoglie le sue opere in una collezione permanente.

Tra gli altri beni monumentali del centro storico, Palazzo Milzetti, il più ricco e significativo palazzo neoclassico della regione (in cui si segnalano gli affreschi di Felice Giani), "Palazzo Laderchi" (di interesse il "Salone delle feste" e lo "Studiolo d'astronomia") e il Teatro Masini, in piazza Nenni (già "della Molinella"), progettato e costruito tra il 1780 e il 1787 dall'architetto Giovanni Pistocchi, su richiesta dell'Accademia dei Remoti: conserva una struttura con pianta di ferro di cavallo, fornita di quattro ordini di palchi, separati da colonne di vario stile. La fascia superiore è arricchita da decorazioni plastiche e venti statue raffiguranti divinità dell'Olimpo.


La chiesa di Santa Maria Maddalena, conosciuta anche come "della Commenda" venne fondata nel XII secolo nel borgo Durbecco, in direzione di Forlì, con l'annesso Ospizio dei cavalieri dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme (poi cavalieri di Malta): vi si trova la tomba di Sabba da Castiglione (XVI secolo), con affreschi monocromi di Francesco Menzocchi.


La Torre di OrioloPresso il borgo collinare di Oriolo dei Fichi, in direzione sud-ovest, si trova un mastio manfrediano del XV secolo, a pianta esagonale e della tipologia architettonica detta "a doppio puntone".

 Il territorio di Faenza presenta un ambiente agricolo, suddiviso tra i vigneti dei pendii collinari e i coltivati, con tracce dell'antica centuriazione romana in pianura.

Nella zona sono presenti il "Parco carsico della grotta Tanaccia" e il "Parco naturale Carnè", vasta area verde dotata di centro visite e ristoro. Un percorso, tra boschi e ruderi di fortificazioni medievali, si svolge da Croce San Daniele a Ca’ Malanca, nell'alta Valle del Sintria. E proprio a Cà Malanca si trova il Museo della Resistenza, nel luogo dove si svolse un'importante battaglia, quando, nell'ottobre del '44, la 36° Brigata Garibaldi riuscì a rompere l'accerchiamento tedesco e a ricongiungersi con gli inglesi, pagando un prezzo di sangue altissimo.


La città è legata alle sue radici culturali romagnole, ed in particolare al suo dialetto. Assieme a Forlì si spartisce la fama di dialetto tipico romagnolo, anche se fra i due vi sono significative differenze. Difatti in questo territorio perfino fra due frazioni separate da pochi chilometri di strada possono riscontrarsi significative differenze di idiomi e accenti. Se poi ci si allontana dalla Romagna centrale, la lingua tende a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che si avanza verso la periferia, in quanto subisce gli influssi delle zone circostanti.

In età neoclassica, artisti come Giuseppe Pistocchi, Giovanni Antonio Antolini, Pietro Tomba e Antonio Trentanove furono artefici di una profonda trasformazione culturale della città.


Importanti sono le Manifestazioni internazionali della ceramica d'arte contemporanea e antica che si svolgono nella cittadina nei mesi di settembre e ottobre richiamando artisti, collezionisti e amanti della maiolica da tutto il mondo.

A fine novembre si svolge la manifestazione che in assoluto porta in città il maggior numero di visitatori: il Meeting Etichette Indipendenti (MEI), evento in cui si radunano case discografiche e musicisti che si definiscono indipendenti dalle major discografiche. Partecipano musicisti di caratura nazionale con concerti nelle 3 serate di durata della manifestazione.

La quarta domenica di giugno si disputa invece il "Palio del Niballo": una giostra di ispirazione medievale fra i 5 rioni della città, nata nel 1959. Questo avvenimento è accompagnato nelle settimane prima dalla Bigorda, una giostra per cavalieri giovani e dalla gara delle bandiere e dei musicanti. Inoltre, nella sera del 5 gennaio, si celebra la "Nott de bisò", altro avvenimento legato al Palio, in cui si beve il tradizionale "Bisò" (nome dialettale del Vin Brulè), che dà anche il nome alla festa.

La manifestazione Manfreda, una sorta di sagra paesana dove tantissimi cittadini si vestono con costumi storici, fa parte della FIGS (Federazione Italiana Giochi Storici): infatti la piazza faentina ha sfornato molti campioni, sia sbandieratori sia cavalieri, che hanno gareggiato da sempre a livello nazionale.


A fine maggio si svolge la "100 Km del Passatore". È una ultramaratona, considerata da molti folcloristica ma molto impegnativa, che richiama ogni anno circa 1000 partecipanti da tutto il mondo. La difficoltà non è solo nella distanza (100 km certificati IAU/IAFF) ma anche nel dislivello: la partenza è a Firenze (128 metri slm) e si devono attraversare gli Appennini giungendo alla quota massima sul Passo della Colla di Casaglia (913 m slm) per poi scendere verso Faenza (34 m slm). L'importanza di tale gara nel panorama delle ultramaratone è data dal fatto che più volte è stata campionato europeo e nel 1991 anche campionato del mondo. Altre importanti manifestazioni sportive sono la Coppa Bartoli, ed in generale le molte corse ciclistiche presenti nella zona.

Associazione sportiva importante per la città è un team di Formula 1: il gruppo, fondato nel 1979 da Giancarlo Minardi con il nome di Team Minardi, è stato poi acquistato nel 2005 dalla austriaca Red Bull e ribattezzato Scuderia Toro Rosso. Minardi è attualmente presente in Formula 3000 con il Minardi Team by GP Racing.

Molto importante per lo sport agonistico faentino è anche la presenza della squadra di pallacanestro femminile, l'attuale Germano Zama, rimasta quasi ininterrottamente ai vertici della pallacanestro femminile italiana di A1 dalla stagione 1951-52 ad oggi, vincendo nel 2007 la Coppa Italia. Faenza vanta anche una squadra di pallacanestro maschile che milita in B2 ed il Raggisolaris Faenza che recentemente ha raggiunto la promozione nell'omonimo campionato.

Nel calcio non ci sono realtà di rilievo: a parte il Faenza Calcio (relegato comunque in Eccellenza), le altre squadre cittadine militano al massimo in seconda categoria. Molto più praticato in città è invece il calcio a 5, con 44 squadre iscritte al campionato faentino del Futbolito e 20 al torneo delle Mimose.

Faenza vanta anche una squadra nel campionato di serie C1 di rugby a 15, il Faenza Rugby.

A Faenza ha sede anche la Filodrammatica "A.P. Berton", una delle prime filodrammatiche d'Italia, esistente dal 1883. È una associazione estremamente attiva dal punto di vista teatrale, rinomata in particolare per le commedie in dialetto romagnolo. Dal 1994 ha una sede stabile: il Teatro dei Filodrammatici.

Il 20 maggio 2003 la 10a tappa del Giro d'Italia 2003 si è conclusa a Faenza con la vittoria del norvegese Kurt Asle-Arvesen.


San Pier Damiani (1007-1072), cardinale, dottore della chiesa.
Sant'Umiltà (1226-1310), badessa vallombrosana, fondatrice dell'opera omonima a Faenza e Firenze.
Evangelista Torricelli (1608-1648), fisico, matematico e filosofo, inventore del barometro, che succedette a Galilei nella cattedra di matematica all'università di Firenze.
Giuseppe Sarti (1729-1802), compositore nelle principali corti europee.
Filippo Severoli (1767-1822), generale di Napoleone.
Dionigi Strocchi (1762-1850), letterato e patriota.
Antonio Tamburini (1800-1876), cantante lirico.
Romolo Liverani (1809-1872), artista e scenografo.
Antonio Zannoni (1833-1910), architetto, ingegnere, archeologo.
Alfredo Oriani (1852–1909), scrittore e poeta.
Carlo Zucchini (1862-1928), deputato del Partito Popolare Italiano, tra i principali esponenti del movimento politico cattolico romagnolo.
Vincenzo Cimatti (1879-1965), fondatore dell'opera salesiana in Giappone.
Dino Campana (1885-1932), poeta e scrittore.
Pietro Nenni (1891-1980), leader socialista, partigiano, padre della Repubblica.
Benigno Zaccagnini (1912-1989), uomo politico.
Nilo Ossani (1912-1997), tenore.
Giancarlo Minardi (1947-), fondatore della scuderia Minardi di formula 1.
Laura Pausini (1974-), cantante.

Città gemellate 
Amaroussion  Grecia
Bergerac  Francia
Fiume (Croazia)  Croazia
Schwäbisch Gmünd  Germania
Talavera de la Reina  Spagna
Timişoara  Romania
Toki  Giappone


« Torna Indietro