Spesso e volentieri accompagnando i turisti per i borghi e per le cittadine della Romagna ci siamo imbattuti nel classico "nonno romagnolo" ansioso di conoscere e di fare "4 chiacchere" . Ne abbiamo approfittato per raccogliere queste testimonianze. Chiunque voglia contribuire a completare queste pagine è il benvenuto (clikkare qui e scrivere il testo e l'autore che comparirà in calce).
1) I Romani (gente sopraffina) destinavano alla Romagna i legionari che dopo le campagne d'armi andavano in pensione. Infatti il nostro stile di vita era invidiato già da quei tempi.
2) A Rimini, è stata organizzata la prima Scuola internazionale di piadina romagnola: vi hanno partecipato le migliori professioniste del mattarello della zona.
E qualche segreto è stato svelato. Per esempio, se soffia il garbino, il vento che da altre parti si chiama libeccio, caldo e umido, allora è meglio non tirare la sfoglia e lasciar stare le piade.
3) come facevano i Romani a calcolare la larghezza e la lunghezza della centuriazione? Attraverso un "tiro di buoi" ovvero fino a dove arrivavano 4 buoi con l'aratro in un unico viaggio. Dove si fermavano per riposarsi quello era il confine.
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